Gli operatori che sono quotidianamente a contatto con cittadini stranieri ed extracomunitari, con particolare riferimento al personale della Polizia dell’Immigrazione e delle Frontiere, vivono con preoccupazione la problematica relativa all’influenza da virus A/H1N1 che si sta rapidamente diffondendo in Europa.
Una preoccupazione che ha seri e fondati motivi, considerando che spesso le Forze dell’Ordine, e la Polizia di Stato in particolare, sono i primi ad essere in contatto con persone, provenienti dall’estero, che possono aver contratto l’influenza in questione.
E’ il caso, ad esempio, di alcuni operatori dipendenti dalla 6° Zona di Napoli ed in servizio in Calabria che proprio in questi giorni sono sottoposti ad accertamenti sanitari per verificare l’eventuale contagio determinato dal contatto con turisti di prove-nienza extra-europea.
Importanti esponenti dell’attuale Governo hanno garantito che, a partire da ottobre, ci sarà la possibilità di vaccinarsi e ovviamente coloro che esercitano professioni “a rischio” – operatori sanitari e appartenenti alle Forze dell’Ordine in primo luogo – saranno certamente messi nella condizione di poter fruire dell’opportuna profilassi.
Ciò nonostante, e pur consapevoli che l’influenza da virus A/H1N1 dev’essere ancora studiata ed approfondita, è evidente che le possibili modalità di trasmissione della malattia fino ad oggi individuate - attraverso le goccioline di saliva, le secrezioni respiratorie veicolate con la tosse, gli starnuti, i colloqui a distanza molto ravvicinata, senza contare l’esposizione indiretta come ad esempio bere dallo stesso bicchiere o bottiglia – espongono il personale ad un rischio di contagio.
Per questo, con particolare riferimento (ma non solo) agli operatori della Polizia dell’Immigrazione e delle Frontiere, è opportuna una attenta valutazione da parte del nostro Ministero, presso il quale siamo intervenuti, affinché siano distribuiti guanti di protezione e mascherine ad hoc che, pur non potendo totalmente garantire una immunità dalla malattia, possono certamente contribuire a ridurre i rischi di esposizione e di contagio.
Abbiamo pertanto chiesto che siano poste in essere con urgenza tutte le misure necessarie per tutelare la salute del personale. |