Roma, 14 settembre - L’offerta governativa per il rinnovo del biennio economico 2008 – 2009, poche decine di euro medi mensili lordi di aumento pari al tasso di inflazione senza alcuna risorsa per la specificità, è assolutamente irricevibile.
Il Sap lo ha detto a chiare lettere al ministro della Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, che si è limitato ad apparire per pochi minuti durante la prima riunione a Palazzo Vidoni per l’avvio delle trattative contrattuali.
Brunetta, che ha avuto l’ardire di bearsi della tempestività di questo rinnovo – gli abbiamo risposto per le rime informandolo che siamo in ritardo di quasi due anni! -, ha pure detto che, senza un veloce accordo, ha lui la possibilità di distribuire al personale l’ottanta per cento delle risorse disponibili...
L’offerta governativa, pertanto, si è limitata a qualche spicciolo, pari al 3,2 per cento di tasso inflattivo.
E il riconoscimento della specificità, che pure un ramo del Parlamento ha approvato lo scorso anno e che il Governo si è impegnato a concretizzare con risorse, che fine ha fatto?
Il sacrificio quotidiano del personale che presta servizio di notte, nei festivi e in straordinario (per altro non pagato), come lo ricompensiamo?
E il rischio vita, se mai la vita ha un prezzo, deve valere pochi euro al mese di aumento oppure conta qualcosa di più, molto di più?
A queste domande la parte governativa non ha risposto.
O non ha voluto/potuto rispondere.
Per altro, oltre alla mancanza di risorse per la specificità, il Governo non ha assegnato risorse aggiuntive neppure per il Riordino delle Carriere e vogliamo capire, a questo punto, in che tempi e in che modi sarà presentato il ddl delega più volte promesso.
La sensazione, antipatica, che abbiamo avuto a Palazzo Vidoni, condivisa dagli amici della Consulta Sicurezza, dal Cocer Carabinieri (che in un comunicato ha sposato la nostra linea) e dagli altri sindacati, è quella di una assoluta non considerazione del sacrificio, del valore, della professionalità delle donne e degli uomini delle Forze dell’Ordine.
Non solo non c’è un euro per la specificità, non solo non si sono avute – per adesso –quelle risposte tanto attese sul Riordino, ma non si parla neanche di previdenza complementare, col serio rischio di penalizzare i colleghi più giovani...
Ai Sottosegretari Mantovano e Crosetto (ai quali riconosciamo almeno una maggiore attenzione alle nostre problematiche) abbiamo anche fatto notare che l’esclusione delle forze dell’ordine dall’ambito di applicazione dell’art. 71 della legge 133/2008, relativa allo scorso anno e inerente le penalizzazioni stipendiali per malattia, ce la siamo pagata con i nostri soldi, ben 4,5 milioni di euro, tolti dalla coda contrattuale.
E abbiamo pure ricordato che devono ancora essere messe a disposizione risorse già stanziate – parliamo di circa 46 milioni di euro – per il pagamento della restante parte del Fondo.
La conclusione, cari colleghi, è una sola e ai rappresentanti dell’Esecutivo lo abbiamo detto senza troppi giri di parole: se non si trovano altre risorse, evitate di farci perdere tempo perché venire a contrattare sul nulla non serve a nessuno.
E soprattutto offende la dignità dei Poliziotti.
Il Governo deve riconoscere nei fatti l’autonomia negoziale del nostro contratto attraverso la specificità.
Rivendichiamo, in termini finanziari, l'appostamento di 400 milioni di euro per la specificità, la stessa somma stanziata dal precedente Esecutivo Berlusconi.
Chiediamo, inoltre, ulteriori 300 milioni per il riordino delle carriere.
Altrimenti, la via della mobilitazione appare inevitabilmente segnata e il Sap - come sempre - è pronto a portare migliaia e migliaia di colleghi e loro familiari in piazza per difendere i nostri diritti e pretendere il giusto.
Lo abbiamo fatto in passato, nel recente passato, contro Governi di qualsiasi colore politico e spesso da soli.
Questa volta, crediamo, il fronte sindacale sarà ampio e unitario. Perché la nostra dignità non ha prezzo.
Orgogliosi di essere SAP! |